21/05/2024
Elena Vola

I numeri non mi sono mai piaciuti, ho fatto un liceo scientifico e mi sono ritrovata negli ultimi anni a non tollerare più la loro freddezza. Non mi hanno mai suscitato grosse palpitazioni al cuore, non paragonabili alla biologia, alla letteratura,l' arte e le scienze che studiano l'uomo nella sua complessità.
Quando poi ho scelto l'università e mi sono ritrovata nel mondo del lavoro i numeri li ho usati e continuo ad usarli per la ricerca scientifica e la statistica.
In tal senso mi tornano utili, quasi mi stanno simpatici quando mi confermano una teoria.
Ma ai numeri e ai grafici non delego mai la verità assoluta come può accadere a chi progetta case, a chi fa di conto o a chi installa programmi di varia natura.
Nel mio ambito fare ciò rischierebbe di timbrare a fuoco delegando per esempio l'essere intelligenti o no ad un QI o facendo rientrare un bambino in pieno sviluppo in una categoria piuttosto che in un'altra. RIASSUMERE LA COMPESSITÀ UMANA IN UN INSIEME NUMERICO È TROPPO SEMPLICE E ANCHE MOLTO DELETERIO.
Ma allora perché uso i grafici? Mi servo di loro solo ed esclusivamente per rimarcare un miglioramento. Per evidenziare nella fattispecie come un bambino arrivato in terapia con diverse e serie difficoltà sia riuscito in 6 mesi di trattamento ad innalzare la sua curva di molto,moltissimo. Per dimostrare al bambino che ce la può fare e per incoraggiare la famiglia che spesso tende a dimenticare da dove si parte e a rimanere focalizzata solo su quello che ancora non funziona. Sono una gran iniezione di fiducia,autostima e forza!
💚💙💜🧡❤Ecco in tal senso i numeri mi piacciono perché solo cosi mi suscitano un'emozione e colorano la vita.💚💙💜💛🧡©️